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"Su Marte non c'è il mare": uno sguardo sul moderno limbo del dopo università

Venerdì, 05 Maggio 2016 


Una laurea che non sta aiutando, una monotona ricerca di sé in una routine che non regala novità. Almeno fino a quando non decidi di affittare la casa di tuo nonno ad un perfetto estraneo a 2000 euro, per soli quattro venerdì...

"Su Marte non c'è il Mare" vuol dire apparentemente poco. Anzi, nulla. Si tratta di una banalità, una chiacchiera da bar per far partire l'ennesima vuota conversazione con gli amici di sempre.
Ed è praticamente così che si apre questa mini serie in quattro puntate, scritta e diretta da Lucio Laugelli, regista di Alessandria, classe 1987 . La serie, distribuita sul sito de La Stampa, è stata finanziata da Fondazione CRA (Cassa di Risparmio di Alessandria), con l'aiuto di qualche privato. La webserie è promossa dall'Associazione Culturale Paper Street in collaborazione con il collettivo di creativi Stan Wood Studio.

Su Marte non c'è il mare è un progetto decisamente low budget (7500 euro), che però riesce a descrivere bene quello strano momento che segue la laurea nella vita di un ragazzo moderno. Un limbo, che riguarda sopratutto i laureati in ambiti artistici o umanistici (ma non solo), dove non capisci a cosa ti è servito quello che hai studiato, quello su cui hai investito. E per garantirti un po' di autonomia, ti ritrovi a filmare pizze come fa Marco (Michele Puleio), il protagonista della serie di Laugelli. 




La svolta arriverà quando Marco darà ascolto a Ivan, amico di sempre, agente immobiliare e Alessandrino imbruttito, che gli suggerisce un "affarone", che più per necessità che altro, Marco si trova ad accettare: affittare in nero la casa del defunto nonno a un misterioso personaggio... 

La prima puntata è disponibile dallo scorso 27 aprile, e, come detto si sviluppa in quattro episodi, rilasciati ogni mercoledì fino al 18 maggio. Oltre che su La Stampa, la webserie viene distribuita sulla pagina Facebook di MoviePlayer.it, con una settimana di ritardo rispetto al portale del quotidiano piemontese.

"Su Marte non c'è il mare" è una serie che è capace di trasmettere bene, in maniera semplice ma genuina, la noia di una situazione di perenne incertezza, che tutti i coetanei neo laureati di Marco si trovano ad affrontare: una stanca routine di compromessi. E allora l'unico brivido, l'unico imprevisto in un gioco in cui sembra di essere destinati a perdere, può essere il mistero, rappresentato da quell'uomo, che paga bene e non si sa cosa fa, ogni venerdì. Quello è l'imprevisto di Marco che, anche se non sappiamo come, lo solleverà da una noiosissima quotidianità. O almeno ci speriamo fortemente.


Federico Mulas,
World Wide Webserie
@Feda_3
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